Voi ce l’avete l’amico E.T.? Dai, l’amico Extra Terrestre?
No, non quello che vi scrocca le ‘telefonate a casa’. No, neanche quello dal dito indice indefesso, lo stronzo che sta sempre a giudicare.
Io parlo di quello che ti fa sentire di un altro pianeta!
Quello dall’effetto falciatrice. Tu hai passato nelle ultime settimane più cambi di umore che di mutande, partendo dalla depressione post-partum, passando per il ‘possibilismo’ (si’, una vita normale ancora si può fare!) per arrivare finalmente alla fase ‘scioltezza’: riesci a sopravvivere alla mancanza di sonno, a truccarti, a uscire con passeggino + primo genito E anche a fare la spesa/andare al parco con entrambi; sei addirittura andata a passare qualche ora a casa di un amica e a PRANZARE con un’orda di marmocchi senza crisi isteriche, e dulcis in fundo SAI che il governo e’ caduto perché non ti addormenti più alle 8, il che ti f rientare nel circuito degli esseri umani capaci di intendere, di volere e di vedere un telegiornale.
Dopo questo climax praticamente ti senti una FICA! Un’araba fenice risorta al peggio, e il peggio, lui, e’ passato, quindi non può esserci che il sole nel tuo domani.
E invece manco per niente.
Ti eri scordata che veniva E.T. a cena.
Gia’ ti sembra ti sentire il rombo della lama che si accende…brombrooooooo, brom……..e’ lui la falciatrice.
Senza figli, ovviamente. Eternamente fidanzato. Super connesso. Iper attivo. Incasinato e felice. Mega impegnato e soprattutto malato cronico del complesso di Peter Pan…giovane insomma……..dentro!
Lui arriva e ZAC!
Tagliati i fondi ad autostima e disinvoltura manco fosse una finanziaria. Lui ti ricorda impietosamente che nonostante cerchi di mimetizzarti, TU NON SEI PIU’ UNA NORMALE, NON FAI COSE NORMALI E NON HAI UNA VITA NORMALE. TU SEI IRRIMEDIABILMENTE UNA MAMMA!….paranoica, ansiosa e isterica sono solo sinonimi.
Il guaio e’ che tu lo adori E.T.
Lo conosci da tanto, avete passato bei momenti insieme e poi in tempi non sospetti, (cioe’ quando NESSUNO aveva figli) si e’ creata quell’alchimia perfetta e tanto rara con una serie di altri personaggi per cui ora e’ inevitabile, siete un gruppo, disomogeneo sicuramente, ma mooooolto, molto affiatato.
Quindi le cadute libere da questi picchi di sicurezza in te stessa non sono affatto rare. Non te la puoi cavare come quando eri un’adolescente nel periodo dark: si’, vedere la commissione dei parenti-serpenti era lo stesso uno strazio; i processi di Zio Anacleto – Zia Genoveffa (entrambi reincarnazioni della Santa Inquisizione) erano dolorosi e interminabili come il mal di denti; ma vuoi mettere dover rispondere a domande tipo ‘e come va la scuola?’, ‘e ce l’hai il fidanzatino?’, ‘e come mai questo taglio di capelli?’, ‘e cos’e’ che vuoi fare da grande esattamente?’ SOLO DUE VOLTE L’ANNO? (cioè a Natale e Pasqua).
Anche E.T. a dire il vero da’ il meglio di se’ con le domande.
Sono quelle che ti falciano. O meglio, l’ingenuità (finta?) con cui vengono poste: che sprizza diretta dagli occhioni innocenti e spalancati di un essere piombato in un’altra realtà’. E.T. appunto.
Tutto comincia con l’invito a cena. O meglio, con l’orario dell’invito a cena.
Non ti ricordi più quante volte avete parlato del fatto che alla sera, dalle 18:30 in poi scatta una catena di montaggio complessissima che incastra bagnetti, pappe, cene standard, cartoni, latte, favole della buonanotte e poppate alla serotonina fino alla quiete delle 21:30 circa.
Ne avete parlato ma poi lui lo sa anche perché continua a telefonare all’ora X in cui siete matematicamente con la forchetta del primo boccone sul ciglio delle labbra. E continua a stupirsi perché quest’ora X e’ alle 7:30 e non più alle 21:00 come Prima. Lo sa perché dopo aver attaccato una prima volta continua a ritelefonare dopo 30 min (quando siete nella fase Lavastoviglie-Cartoni-Lattuccio) e anche li’ si chiede perché non potete parlare. Poi finalmente chiama alle 22. E si chiede perché parlate a bassa voce.
Comunque, E.T. stavolta ha chiesto esplicitamente di venire a cena PER GIOCARE UN PO’ con i suoi nipotini acquisiti.
Quindi tu, sottolineando l’ovvio, gli chiedi di presentarsi massimo alle 20.
Organizzi merende in ritardo il pomeriggio pur di aspettare ‘lo zio’. Cucini, prepari, imbandisci e carichi a molla i bimbi nell’attesa del giullare matto.
Alle 20:30 li fai mangiare perché sono sull’orlo del reset serale, quando stanchi e affamati si trasformano in schegge impazzite prima di cadere a terra sopraffatti dal sonno.
Hai anche timore a chiamarlo al telefono per sapere a che punto sia: vorresti chiedere scusa di sembrare così’ ansiosa ma vuoi solo capire se mandare i cuccioli a letto senza alimentare ulteriori aspettative.’STO ARRIVANDO’. Ma a pensarci bene che lo hai chiamato a fare? Tanto STA SEMPRE ARRIVANDO.
I bimbi mangiano. Ma aspettiamo comunque lo zio prima delle ninne così giochiamo un po’ con lui.
E tu in cuor tuo cominci a pregare. A pregare che non succeda quello che poi tanto succede. E cioè che E.T. arrivi esattamente mentre stai per gettare la spugna e metterli a letto. Quel tardi non abbastanza tardi per trovarli già giustificatamente a dormire, ma abbastanza presto per riattivare una spirale di eccitamento incontrollabile che ci vorranno 3 Biancaneve e i sette nani, 80 carezze 2 canzoni della buonanotte versione integrale per poter domare.
E infatti va così. Ma la visualizzazione grafica della parabola dell’eccitamento-rilassamento (attività’, iperattività’, picco, cambio di scenario, attività discendente, rilassamento), per quanto analitica, non credi serva a spiegare a E.T. la fatica che comporta quella fatidica ora e 40 di ritardo. Quindi ci rinunci e decidi di indossare il tuo sorriso donna-normale per la cena tra adulti che tra l’altro non trovi affatto male come conclusione.
Ma lui alle domande non riesce a rinunciare, come Zio Anacleto. E il sorriso si spegne.
Appena entrato ha inaugurato con:
E PERCHE’ SONO IN PIGIAMA?!?!? HANNO GIA’ MANGIATO?
Sono le 21:40 cazzo. Hanno 2 anni e mezzo e 9 mesi. Certo che hanno mangiato e certo che hanno il pigiama. E’ dall’adolescenza in su che a quest’ora li trovi ingelatinati per uscire. E’ ancora prestino ora.
Alle prime lagne in risposta al tuo tentativo di interrompere la lotta greco-romana sul divano per iniziare a negoziare la messa a letto poi ha aggiunto.
MA PERCHE’ SI LAGNA? MA E’ NERVOSO?!? AMMAZZA CHE CAPRICCIOSO!
Si’, E.T., si lagna perche’ e’ stanco e ancora non ha la sapienza di gestire i suoi stimoli emotivi e fisiologici in completa armonia……….lui……..perche’ invece tu che non riesci a parlare sotto i 120 decibel se si tocca l’argomento Inter invece si’!! Ci sono solo una trentina di anni di differenza. Che non fanno di lui un bambino capriccioso (ma solo un bambino) ma sicuramente di te un uomo mooolto bambino!
Mentre salite le scale finalmente volti alle braccia di Morfeo poi tuo figlio si ricorda di aver scordato ‘Pino il Topolino’ in cucina. E NON SI DORME SENZA PINO IL TOPOLINO 🙂
Lo va a cercare e riprendete il cammino.
MA PERCHE’ SENZA ‘MINO IL TOPO’ NON DORME? EH SI, VABBE’, QUANTI VIZI.
Si chiama PINO non MINO! E poi si’, noi dormiamo con Pino, che’ ce l’ha regalato la nonna quando vivevamo all’estero soli e affranti come i deportati, con tanta voglia di sole, mare, Italia & famiglia; che’ lo abbiamo messo in culla quando ancora ‘l’utente finale’ neanche si girava da solo, tanto per il gusto di dargli un rituale d’amore; che c’era quando abbiamo tolto il ciuccio (4 mesiiiii! non 4 anni!!!), la tetta notturna (8 mesi), con la febbre, il mal di denti, i primi incubi, la stanza da solo e la paura del buio. Pino che e’ una sicurezza perché tutto cambia, si cresce, ma lui e’ sempre li’ ed e’ un piacere abbracciarlo e sentirgli addosso quell’odore di casa.
C’e’ un abisso tra un Vizio e un Transfer. Ma non credo sia differenza facile da capire per gli uomini in generale, che restano attaccati alla Tetta in eterno, dalla Madre alla Moglie passando per Amiche ed Escort. Pensate poi ad un uomo che viene da un altro mondo! 🙂
Quando finalmente andate in cucina accendi le radio trasmittenti visto che ci sono 2 piani di distanza con le stanze da letto.
E QUESTE A CHE SERVONO? MA SCUSA, MA PERCHE’ SE PIANGE DEVI SALIRE? MA NON CAPISCO, NON PUO’ FARE DA SOLO?
Allora E.T. Il pianto. Il pianto ha svariati significati ma una valenza universale, il richiamo. Ora, certo, c’e’ il pianto espressivo della frustrazione che va lasciato decantare, e quello inutile che poi smette se lo ignori ma questo NON E’ sicuramente il caso del pianto notturno di un bambino di 2 anni (sete? incubi? hai presente la notte, il luogo dell’inconscio, la rielaborazione, i sogni?) e di uno di pochi mesi (Tetta!). D’altronde ci siamo mai soffermati a chiederci perché il pianto lo hanno inventato così fastidioso? La butto li’: perché così tendiamo a farlo finire rimuovendone la causa?!?!?!?!???!
Durante la cena ogni tanto ti dimentichi che lui e’ E.T. e che tu sei il Pianeta Terra…anzi, il Pianeta Mamma.
Si discorre di ricordi, viaggi, politica, e la dialettica e’ sempre così piacevole che lo vorresti abbracciare e ringraziarlo di portare sempre una ventata di sano confronto, e stimoli, e sincertita’.
Ahhhh che bello!
Solo che poi lui se ne esce che sta organizzando il week-end della rimpatriata con tutta la vecchia guardia.
Che e’ riusito a mettere d’accordo tutte le agende avendo finalmente trovato l’UNICA data possibile e che ha già’ trovato posto (Amsterdam!…..vi ricordate Peter Pan sopra vero?), pianificato zingarate e verificato prezzi e disponibilità dei biglietti.
Ci saranno tutti. E’ fra meno di un mese. E non puoi mancare proprio tu.
PERCHE’ MICA NON VIENI PER ‘STA COSA DELL’ALLATTAMENTO’ VERO?!?
Se non lo amassi lo avresti già’ ucciso prima di arrivare al caffè.
Fortunatamente ha portato il suo solito gelato, delizioso, ai tuoi gusti preferiti e rigorosamente con panna artigianale.
Mmmm, tutto sembra più dolce.
S’e’ fatto tardi. Decidi di andare a dormire. Di soppiatto pero’, per non dovergli spiegare cosa significhi tirarsi seduti sul letto come automi e sfoderare una tetta al freddo dell’inverno ogni 3 ore circa.Lo abbracci forte e lo baci.
E lui ti invita in terrazza per un brunch a base di pesce CON i bimbi la settimana prossima.
Adori questo suo tentativo di avvicinarsi al tuo Pianeta e rispondi che si’, ci sarai, a tutti i costi.
Che si comincerà a mangiare alle 2 quando tu normalmente hai già digerito; che la maggior parte delle pietanze sia con l’uovo cui tuo figlio e’ altamente allergico; ma soprattutto che le porzioni siano elegantemente in versione finger food mentre tu sei sveglia dalle 7 e non hai fatto colazione (ma si’, hai allattato già’ 3 volte!) questo e’ solo un tenerissimo dettaglio!
I LOVE YOU J.
è un capolavoro…un c-a-p-o-l-a-v-o-r-o. Effetti: ridere (molto), riflettere (abbastanza), comprendere….ancora poco :)!!questi E.T. non cambieranno mai! :)è un pezzo da incornciare! grandissima LACOCCIA!….LYT!
Jse non ci fossi bisognerebbe inventarti.Per me e’ stato un piacere e un onore scrivere questo articolo.Non vedo l’ora che atterri anche tu sul Pianeta! 😉 Mamma mia quante domande stronze ti devo fare!!!! ahahha AH MA PERCHE’ NON LO SAPEVI CHE SI FACEVA COSI’?AH MA QUINDI NON ERI PREPARATO?!?MA PERCHE’ NON TE LO RICORDI CHE LO STESSO E’ SUCCESSO A NOI?!? W Paris
Vale devi scrivere un libro, sei bravissima riesci a far adorare e odiare i personaggi che descrivi come nei racconti…fantastica!!
Non sai quanto vorrei farlo.
Ma purtroppo non conosco nessuno nel mondo dell’editoria e alla favola del
Manoscritto Sconosciuto che diventa il best seller del momento perché e’ finito sulla scrivania giusta non e’ che ci creda tanto……
Ma chissà! Qua fra poco stamo senza lavoro quindi qualcosa me la devo inventare! 😉
Lacoccia e’ semplicemente fantastica………….continua, l’editore busserà alla tua porta, pinuccia.
Se non lo scrivi chi lo pubblica ? Eddai proviamo altrimenti lo auto produciamo .
Se non lo scrivi chi lo pubblica E’ GENIALE!
Ok Doris, come lo chiamano il progetto? 🙂
Progetto pagina felice?
Ilmiolibro.it feltrinelli vai a vedere il sito! Io lo seguo e’ una figata. E poi se lo scrivi il tel di un bravo agente editoriale si trova! Scrivi che 6 bravissima!