Ode alla Zanzara

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Allora Zanzara, parliamone.
Troviamo una soluzione.
Col dialogo si arriva ovunque.

Io ho capito che tu arrivi a Giugno e trovi i termosifoni accesi.
Mi è chiaro, veramente. Lo so che è frustrante.
Cioè una di voi con l’inverno in media ci rimette la pelle.
Na vitaccia che veramente manco highlander.

Poi ai sentori di primavera magari je la fa, se ne sta zitta zitta sott’acqua ai primi caldi in tutti gli stadi possibili di larva e quando pensa che è finalmente l’ora della prova costume, tac!
Esce fuori e fa 3 gradi.
Guarda che per noi però è uguale amica mia eh!
Intendiamoci.
Mesi e mesi di palestra e se ti metti il bikini prima di Agosto finisci a pneumologia cò la pleurite sa!
Facciamoci a capire. Non è facile per nessuno.
Noi manco facciamo più il cambio di stagione.
C’abbiamo l’Armadio all inclusive come la pizza.
Un pareo, un collo alto, un pantaloncino e gli hug tutto insieme a portata di mano.
Al massimo cambiamo l’ordine d’apparizione.
Quindi che vogliamo fare? Come la vogliamo prendere?

No perché diciamocelo.
Tu vieni pure dal Mesozoico.
Ora io non è che voglia fare Madre Coraggio però ne avrai viste di catastrofi!
Sarai pur sopravvissuta a qualche era e cambiamento climatico.
E vogliamo andare a litigare proprio ora che abbiamo scoperto i Social Network zanzara?
E lasciaci godere il progresso e le conquiste dell’umanità in santa pace dico io.

Che poi zanzarè, te posso dì?
Guarda che ti poteva andare peggio.
Pensa se stavi in Africa.
Tutti a lamentarsi di continuo ‘è brutta e cattiva, trasferisce la malaria,  è un pericolo!’
Ma guarda che è triste il bullismo umano eh! Io mica te lo auguro.
E tu invece sei capitata in Italia.
T’abbiamo pure schiaffato al TGcom perché stavamo fuori stagione e non potevamo rimandare i servizi sul Cenone di Natale e sull’Allerta Caldo da sconfiggere al supermercato!
L’abbiamo detto al mondo intero che se non ci fossi non avremmo la cioccolata.
Ma dico, ma mò che voi?
Ma tu lo sai che cò sta storia le femmine mestruate di tutto l’occidente stanno a fà le magliette KEEP CALM & SAVE ZANZARAS?!?
Oh, e allora!

Zanzara mia, qui tocca che collabori.
Me devi fa capì che intenzioni hai.
Lo so che devi mangiare. Lo so che devi recuperare perché le temperature fanno la roulette russa però così non se po’ fa.
Ma mica stai male solo te eh?
Che fai la fame fino a ferragosto in giro con la sciarpetta; che sei così debilitata che a schiacciarti basta uno schiocco di dita mentre con l’altra mano continui a tenere il giornale aperto per leggere e solo 10 anni fa toccava fasse i segni neri in faccia come Rambo invece.
E manco te se pijava tra l’altro.

Lo so che le cose cambiano ed è difficile.
Ma guarda che con l’aggressività non arrivi da nessuna parte.
Fidati.
Lo vogliamo ammettere che la rabbia nasconde una sofferenza o ci continuiamo a fare la guerra senza motivo?
Dai, dai.
Tira fuori tutto zanzarè, dai.
Dillo a me. Sò loro ve?
Sò i maschi?
No ma non ti giustificare, non fare così, guarda che siamo più simili di quello che pensi.
Dimmi la verità.
A te sta storia che voi femmine tutto il giorno in giro a pungere (e manco pe voi, che sia chiaro, per le uova che portate in grembo!) e loro a spasso non te va giù vè?
E allora dillo, sfogati, ma non con noi però.
E no Zanzara, qui le cose vanno dette come sono e scusa.
E che davero davero?
Voi femmine in giro a lavorare e loro?
LORO PE’ FIORI!
Sì, pè fiori.
No, non mi calmo, lo devono sapè tutti!
I maschi di zanzara non dovendo procurare le proteine per le future larve STANNO IN GIRO PE’ FIORI.
E basta. E finiamola di tenerci tutto dentro che questa è la fine che facciamo.
E sappi, che io ti sono amica.
Perché ti aiuto a guardare la verità in faccia.
Zanzara siamo sulla stessa barca.
Qui fanno così pure i capi di Governo. Si chiama bunga bunga ma la storia è la stessa!

E allora, zanzara, aiutiamoci.
Dai ora sfogati, piangi, ma poi veniamoci incontro.
Per esempio.
Ti do una dritta.
A te piace l’etanolo e l’acido lattico che li senti a chilometri è vero?
Occhei.
E devi cambià dieta invece amore mio!
Così becchi i fattoni e i palestrati.
Ma dico, allora ce fai!
Cominciamo da queste piccole cose no?
Rivediamo insieme un piano di convivenza.
A settembre sei ringalluzzita che ti sembra che hai appena iniziato e invece il calendario dice che è finita la stagione?
E va bene.
Troviamo il modo di sfogarci. Di mettere queste energie dov’è giusto?
Ma hai mai provato con la Zumba?
No perché ragazza tu mi arrivi a Ottobre che stai troppo a duemila diciamocelo.
Mò io capisco l’inclusione, le diversità e la flessibilità.
Ma tesò è fine mese, fra poco c’è il ponte dei morti. No dico ma a te ti pare normale che prima di rientrare a casa la sera ancora devo bonificare l’uscio con la racchetta elettrica che sembro una con le convulsioni che gioca a tennis?!?

Ennò eddai ciccia, così no!
C’ho il più piccolo che se non lo tiro dentro casa subito di ritorno da scuola sembra nato a pois eddai.
Senti, damme retta.
Sei esaurita. Te serve na vacanza.
Stacca un attimo, lasciagli i figli, fatti un week-end con le amiche all’umidità, che ne sò vai a Rio, diamo un’occhiata insieme su groupon non lo so.
Però bisogna cambiare marcia.
Gli fai un bel discorsetto.
Da domani mio caro, mi riprendo i miei spazi.
Mi cresco le mie uova in santa pace, massaggi, pedicure e un bel libro.
Tu mi devi gli alimenti, almeno finché non nascono le creature e poi capiamo col mediatore familiare come andare avanti, e fino ad allora per favore mi lasci stare le amiche mie umane che se non era per loro stavo ancora a fà la schiava.
Datti ai volatili che ne so, e comincia a cercare anche un posto dove trasferirci coi pupi dopo il parto che qui c’hanno ragione loro.
Non ce se capisce più niente col tempo ma non è che ci possiamo esaurire tutti quanti.

Dai Zanzara.
Ce la puoi fare. Ne sono certa.
Vedrai che sarà meglio per tutti.
Vuoi ripassare un’altra volta il discorso?

Eddai entra allora va.
T’aiuto io, davanti a una cioccolata calda.
Te la devo.

 

 

 

 

 

 

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