La SagRa di Star Wars!

 

E niente, io c’avevo sperato e invece niente.

Pensavo finisse. Pensavo finalmente qualcuno ci avrebbe rivelato chi vince fra il Bene e il Male e di passaggio anche dipanato qualche dubbio su intrighi politico-parentali intergalattici.

E invece niente.

Signore e Signori, questa sera ho avuto finalmente la conferma che STAR WARS non è una saga.

Ma è la SAGRA!
Sì. E’ la Sagra del Rimandismo.
Corrente cinematografica sviluppatasi in America a fine anni 70 e caratterizzata dall’arte di distrarre lo spettatore con innumerevoli effetti speciali nel tentativo perenne di NON RIVELARGLI MAI UNA CIPPA…’FINO ALLA PROSSIMA PUNTATA’.

Insomma l’epopea dell’incipit titanico che finisce immancabilmente a tarallucci e vino.

Ecco, la Sagra del Taralluccio e Vino. Esiste?
Se non esiste, esistiamola!

Ora, io qualche sospetto in effetti ce l’avevo….

 

A 40 anni devo dire ero riuscita a resistere a più di una delle cosette che durante tutti gli ANTA (70, 80, 90) si sono presentate come MUST.

Alle droghe sintetiche, alle Buffalo e a Non è la Rai per esempio senza dubbio.

Star Wars faceva parte di questo mio personalissimo palmares.

Sigillato insieme a Star Trek in una scatola dell’emisfero cerebrale sinistro con su scritto FANTASCIENZA: mediocre tentativo culturale di deviare la massa dai temi di attualità grazie alla creazione di nemici extraterrestri ad alto tasso di intrattenimento.

Lo so, lo so. Fa tanto pippa da circolo intellettuale cattocomunista.

Ma io sono fatta così.

Cioè io ero fatta così già da piccola.

Una cosa proprio di DNA. Ci sono venuta fuori dalla pancia secondo me.

Quando è iniziato Star Wars io emettevo i primi vagiti ma mi sa che ero già insofferente.

A me il suffisso STAR m’ha fatto sempre scendere il latte alle ginocchia.

Per me orecchie a punta, spade laser e navicelle spaziali hanno per decenni fatto parte di un informe buco nero di attività cognitiva.

Ma che me li volete paragonare alla Guerra Fredda? Eh?
O alla Strategia della Tensione? E il Muro di Gomma? Ne parliamo del Muro di Gomma?
Ma dammi una bella serata con il Decalogo di Kieślowski!!!!
Ecco cosa desideravo io in adolescenza.

Con questo curriculum non avrei mai detto che ci sarei caduta.

Ma come sempre nella vita i figli ti mettono di fronte a una sequenza infinita di ‘non avrei mai detto’ per trasformarli alternativamente in post di facebook o sedute di psicanalisi.

E quindi, eccomi qui su Facebook (….l’analista è in ferie).

Le 3 centrifughe di testosterone con cui divido la casa, 50 anni scarsi insieme, media aritmetica 16 anni per uno……età reale, praticamente la stessa, si sono messi in testa un mesetto abbondante fà di celebrare l’arrivo del nuovo Episodio di Star Wars con una bella full immersion tematica settimanale.

I due più piccoli (all’anagrafe) hanno reagito con entusiasmo cieco come discepoli di Osho non appena il papà (grande sempre all’anagrafe) ha pronunciato le due fatidiche parole: STAR WARS!

Non essendo assolutamente portati per le lingue nonostante una dispendiosa retta mensile per la scuola privata bilingue di entrambi, tendo a credere non sia stato per aver compreso di cosa si trattasse.

L’ultima volta che mi sono permessa di chiedere come si dice BELLO in inglese (b-e-l-l-o capito? BELLO. Non ‘anacronistico’ oppure ‘apotropaico’. No: bello) uno ha risposto BOH l’altro ha risposto BEPPO.

Ecco quindi ne sono certa.

L’entusiasmo a casa mia è scattato perché i maschi della specie con la spada laser ci nascono.
Lo testimoniano i frequenti lividi con cui noi mamme andiamo in giro per aver semplicemente chiesto un abbraccio al rientro a casa o aver timidamente approcciato a delle coccole rovinosamente finite in un incontro di wrestling.

Di fronte a tanto giubilo mi sono detta vabbè, il Decalogo ormai te lo sei visto, Lucarelli in televisione te lo puoi cercare su Sky Arte quando vuoi e In-Treatment ce l’hai registrato.

Adulta e vaccinata, mi posso anche vedere Star Wars.

Ed ecco la mia prima perplessità.
‘Allora ragazzi, papà adesso cerca il 4 così cominciamo…..’
‘No scusa amore, vorrai dire l’1?’.
‘No amore, Star Wars si inizia a vedere dal 4’.

NO AMORE, STAR WARS SI INIZIA A VEDERE DAL 4.

Adesso.
Io giuro, non voglio essere pignola.
Ma l’ultima che ho visto fare una cosa al contrario è Linda Blair parlare al rovescio mentre gira la testa nell’Esorcista.
Quale diabolica mente può concepire una cosa del genere?
Una serie di film che per essere vista necessita delle istruzioni d’uso manco fosse una libreria Billy.
Egregio dott. Lucas, la prego, no veramente. Mi dica la verità. Vogliamo sciogliere quest’aura epica intorno alla sceneggiatura di Guerre Stellari e confessare umilmente che lei e il suo gruppo di compagni di merende durante qualche festino degli anni 70 avete esagerato un po’ con gli acidi per combattere la noia e dato i numeri?
Cominciando dal 4, per carità, s’intende!

Rei confessi o meno, sto scherzo dura da più anni di Dallas e Beautiful e ci sono cascati in tanti, quindi non resta che adeguarsi.
Vai col 4 Amò!

Parte la sigla.
Quella la riconosco.
O meglio, devo essere onesta……finalmente capisco perché sono decenni che vedo scritte gialle piegate all’orizzonte notturno narrare qualsiasi supercazzola e provocare sorrisi ebeti nelle persone intorno a me (io per tanto tempo ho pensato ad un effetto subliminale).

La riconosco, però me pianto.
Sì, già alla sigla.
Allora. Più o meno funziona così tutte le volte.

C’era una volta in una galassia lontana di un tempo perduto…………un Impero, cioè più che un impero una Repubblica (ah ok…vabbè però in teoria c’è qualche differenza). Una Repubblica retta da un Senato, che cova purtroppo nel suo seno dei traditori, servi dell’Impero del Male (quindi l’Impero c’è? Cioè Repubblica buono vs Impero cattivo?…vabbè aspetto, magari lo capisco dopo). Un gruppo di commercianti si sta rivoltando alla pressione fiscale asfittica (e fate come sulla Terra! Evadete, mò una rivolta mi sembra esagerata) mentre le forze Ribelli (ah ecco, Ribelli a chi? Alla Repubblica o alle Tasse? O all’Impero?) tentano di difendere il Senato dalla potente arma della Morte Nera che mira a governare i confini dell’Impero (ma Impero in senso istituzionale – politico o in senso etico come ‘impero del bene’, ‘vie del male’, ‘forza della vita’, ‘volemose bene’ cose così?) attraverso l’esercito dei suoi droidi separatisti (separatisti scusate da cosa?) contrapposto all’armata dei cloni (cloni esattamente di?) della Repubblica Galattica.

Chiaro?
(e Lucas non si stava facendo un tranquillissimo personale venuto troppo pesante sul divano di casa?!?)

Io giuro, giuro, che se i miei figli mi dovessero chiedere di spiegargli in due frasi il conflitto in Medioriente sarei più capace.
Ma senza subbio proprio. A occhi chiusi.

Bene.
Dopo queste letture ermetiche dei titoli di testa vi aspettano essenzialmente le seguenti cose, per tutti gli episodi.

1) Una principessa, senatrice, guerriera, mercante, insomma una Femmina, condannata a delle acconciature pietose. La treccia va per la maggiore. Ma necessariamente arrotolata in sbuffi effetto pon-pon, para-orecchie o cipollotto. Anche corna, impalcature e cotonature sono ben accette.

2) Un dramma genetico. Padri dimenticati e risorti, figli non riconosciuti, incesti sfiorati, innesti cyber-umani, ‘lei che forse ama lui che è amico dell’altro che però ama lei perché tutti amano lei ma lei non si capisce chi ama anche se poi ama lui’, zii adottivi, mentori omertosi e ovviamente, l’immancabile…..rullo di tamburi…..MADRE MORTA.

Aò, ce ne fosse una viva quando inizia una storia degna dello schermo.

Avete mai visto passare anche di striscio una normalissima madre affaccendata in cucina, attenta a non sporcarsi il tailleur per andare a lavorare e in affanno per far quadrare come sempre le cento cose che senza clamore alcuno riuscirà a portare a termine alla fine anche di questa giornata?
Noooooo, maddechè.
Noi invisibili proprio.
A meno che…non moriamo.

Una bella Madre-Morta e hai messo a segno Dolce Remì, Bum-bum il cagnolino, Heidi, Candy Candy, Over the Top (madre morente effettivamente), Love Story e la telenovela degli Skywalkers!

3) Una maschera nera con erogatore d’ossigeno incorporato.
Quello che ci mettete sotto è totalmente irrilevante ai fini della storia.
Può andare da un ustionato di quarto grado come Dart Fener a Marilyn Manson struccato che prova la Magnum di Zoolander come nell’ultimo episodio.
Ma anche Ninetto Zavoli, Spongebob o Monsignor Bertone funzionano benissimo lo stesso.

4) Un demente senile egoreferenziato scappato da geriatria neuropsichiatrica. In genere apparirà alla fine, in posizione di rannicchio, rivelandosi il deus ex machina di tutto l’intrigo. Una specie di padrino dall’oltretomba insomma. Rugoso, rantolante e mantellato non sarà mai lo stesso per più di una puntata. Una volta Sit, una volta Sot, un’altra Imperatore, l’altra Padrone Supremo, un’altra ancora Padrone del Padrone, Presidente, Capo, Chef, Amigo, Capitano, Mio Signore, Sua Eminenza, Venerabile.
Un delirio di onorificenze nonsense.
Ma poi potete chiamarlo come volete.
Tanto è sordo, non ve capisce e quasi sempre scompare a 30 secondi dalla fine senza nessun nesso con il flusso del film.

5) Una scenografia da 20 dollari stile Muppets Show per bilanciare il budget delle scene di effetti speciali. Io l’ho capito. La produzione s’è sempre fatta prendere la mano da miniature, green-screen, postproduzione digitale e compagnia cantando.
Anche perché il film sta lì.
30 minuti circa in media per ogni scontro a fuoco.
Lo svolgimento dei fatti è assolutamente d’orpello.
Il più delle volte i protagonisti anzi, arrivano a fare quello che dicono di voler fare nella prima scena negli ultimi 120 secondi di pellicola.
E’ questa la vera arte del Rimandismo.
Quindi ad un certo punto, girati quei 3 conflitti civili con cui arrivi alla durata normale di un lungometraggio come leghi le scene le une alle altre?

Con i Muppets!!!

Vai in stanza di tuo figlio.
Fai mambassa di peluche, dinosauri, bambolotti e mostriciattoli.
Li spacchi forte forte a terra.
Li ricomponi a casaccio in modo che il totale caos sembri una vera strategia di Design.
E li metti intorno a un bancone di un bar di una bisca cyberspaziale.
Che ne so, da Gigetto a Trastevere, oppure in un punto SNAI.
Ecco. Hai ottenuto i restanti frames con cui arrivare a 2 ore e rotti di proiezione!

6) Un esercito di elegantissime uniformi laccate bianche, stile futuristico anni ’60, che sei arrivata al 7 ma ancora non ti arrendi ad accettare che sono dei cattivi.
Primo perché sono immacolate, immacolate minchia, belle splendenti come la dentiera di gomma che immergevano nell’acqua nella pubblicità del Kukident degli anni ’80 e che tanto volevi stringere tra le mani.
Secondo, perché sono trooooooppo belle!

7) Un hipster integrale, total look praticamente, con il caricatore della mitragliatrice a tracolla come la Louis Vuitton. Lo chiamano Chewbecca (mio figlio dice Ciubbeca).
Emette gli stessi gemiti da 40 anni ma ha il cuore tenero ed è il migliore amico di Han Solo

8) Han Solo, cioè Harrison Ford, arrivato ad un’età indefinibile, portata benissimo per carità, e sempre dotato di quella sua inconfondibile espressione drammatica e monotematica.
Da Frantic a Indiana Jones, che stia guardando una donna nuda, la Cappella Sistina, Miseria e Nobiltà o un cheeseburger, è sempre affranto.
Con l’Affranto secondo me la negoziazione è andata più o meno così.

‘Bella Harry’
‘Oh, bella George, che dici?’
‘Eh niente, te volevo chiede se t’andava de girà pure il 7’
‘Oddio Giorgì no, ma che davvero ancora co sta cazzata de Guerre Stellari? Ma non m’avevi detto che era l’ultima? Ma quante ve ne sete fumate per scrive tutte ste puntate?’
‘Daje Harry che lo sai che se non vieni te non viene manco Leila’
‘Si ma io c’ho n’età George, nun me reggo in piedi, c’ho la sciatica, la prostata infiammata’
‘Vabbè dai, vedemo che se po’ fa. Te giuro che è l’ultima’.

Ecco.

Il film è tutto qui.

E giuro che ogni cosa mi è sembrata sopportabile dopo tutto.

Tranne una.

Ma quando lo vogliamo riqualificare sto Lato Oscuro?

Cioè ma ancora con il Bene contro il Male?
Ti prego Etica Americana, ti prego, dimmi che dai Padri Pellegrini abbiamo fatto qualche passo avanti.
Dai che se ti impegni ce la fai.
Tra l’altro ci sei andata vicino fin dall’Episodio 4. E facciamolo sto passo.
E svolgiamolo il tema delle Sfumature.
Non voglio essere didascalica ma non ti rendi conto che con le 50 nuances di grigio stai solo usando un simbolo per verbalizzare una nuova presa di coscienza collettiva sulla morale?
…hh?
….e’ vero?….perché non è possibile che stai messa così male a vita sessuale no?

Ecco allora dai.
Quando lo diciamo che non abbiamo più bisogno di 1 Nemico Assoluto perché le cose sono un po’ più complicate?
Quando ci permettiamo di ammettere che tutti viviamo costantemente in bilico tra Bene e Male e i veri Forti sono proprio quelli che vanno a fare un salto nel Lato Oscuro e hanno il coraggio di ritornare.
Quando lo facciamo tornare sto Dart o facciamo sbroccare Obi One Talkie-Talkie (come lo chiama Kiko) in una semplice giornata storta magari per uno strappetto alla tunica esclamando ‘e vabbè ma cheppalleeeeeeeee cò la juta ma passiamo al sintetico!!!’

Quando?

Io aspetto, non ho fretta.
Gira voce che ci sarà un 8, un 9 e un 10.
Caro George, fatti tutti i giri che vuoi (ma se c’hai ancora sto fumo poi faccelo assaggià).

Però promettimi che finirà col Signore Oscuro e gli Jedi, insieme a beve na cosa alla SNAI ipergalattica che abbracciandosi esclamano ‘aò, che poi o sai che te dico? A me me stavi pure simpatico!’.

 

 

 

 

 

 

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